Cass. Civ., Ordinanza n. 20683 del 20/06/2022 – NOTIFICA ILLEGITTIMA CARTELLA ESATTORIALE – MANCATO AVVISO EX 140 Cp.c. – by admin

La notificazione della cartella esattoriale, nel caso di destinatario “relativamente” irreperibile, deve seguire il procedimento tracciato dall’art. 140 cod. proc. civ. e dunque è senz’altro “viziata” quando l’affissione alla porta del destinatario non risulta essere stata effettuata. Al vizio che consegue a tale omissione non è applicabile la sanatoria per raggiungimento dello scopo derivante dalla ricezione della lettera informativa del deposito nella casa comunale. Per tale effetto è necessario che la parte interessata fornisca la prova che la raccomandata informativa sia effettivamente giunta al recapito del destinatario e tale prova può dirsi fornita solo con la produzione dell’avviso di ricevimento, sia esso sottoscritto dal destinatario o da persona abilitata, sia esso munito dell’annotazione, da parte dell’agente postale, circa l’assenza di persone atte a ricevere la raccomandata medesima. L’avviso di ricevimento è, infatti, parte integrante della relazione di notifica ai sensi dell’art. 140 c.p.c., consentendo esso la verifica che l’atto sia pervenuto nella sfera di conoscibilità del destinatario.
Nel Caso di specie il Tribunale di Taranto ha accolto il ricorso in opposizione ad intimazione di pagamento, proposto da una persona giuridica, e ha dichiarato la nullità della stessa, per invalidità del procedimento notificatorio della cartella esattoriale sottostante.
In particolare, il Tribunale ha giudicato non ritualmente eseguiti gli adempimenti previsti dall’art. 140 c.p.c. norma di disciplina delle modalità di notificazione in caso di cd. “irreperibilità relativa” del destinatario; ha ritenuto che il vizio della notificazione dell’atto presupposto (ossia la cartella esattoriale) ridondasse nella nullità dell’intimazione.
L’esame degli atti prodotti conferma l’invalidità del procedimento notificatorio.
Per effetto della pronuncia della Corte Cost. n. 258 del 2012, infatti, la notificazione della cartella esattoriale, nel caso di destinatario “relativamente” irreperibile, come nella specie, deve seguire il procedimento tracciato dall’art. 140 c.p.c. (si veda sul punto ex multis Cass. n. 33525 del 2019; Cass. n. 2683 del 2019; Cass. n. 25351 del 2020).
Esso prevede, nell’ordine, il deposito dell’atto presso il Comune nel quale la notifica deve eseguirsi, l’affissione dell’avviso di deposito di copia sulla porta dell’abitazione o dell’ufficio del destinatario, la comunicazione con lettera raccomandata con avviso di ricevimento dell’avvenuto deposito presso la casa comunale dell’atto da notificare, il ricevimento della lettera raccomandata informativa o l’avvenuta decorrenza del termine di 10 giorni dalla data di spedizione della raccomandata;
Nel caso in esame, la notificazione è senz’altro viziata, perchè l’affissione alla porta del destinatario non risulta essere stata effettuata;
Al vizio che consegue a tale omissione non è applicabile la sanatoria per raggiungimento dello scopo derivante, secondo la consolidata giurisprudenza di legittimità, dalla ricezione della lettera informativa del deposito nella casa comunale (si veda sul punto Corte Cost. n.258 del 2012). Per tale effetto, è necessario che la parte interessata fornisca la prova che la raccomandata informativa sia effettivamente giunta al recapito del destinatario e tale prova può dirsi fornita solo con la produzione dell’avviso di accertamento, sia esso sottoscritto dal destinatario o da persona abilitata, sia esso munito dell’annotazione, da parte dell’agente postale, circa l’assenza di persone atte a ricevere la raccomandata medesima. L’avviso di ricevimento è, infatti, parte integrante della relazione di notifica ai sensi dell’art. 140 c.p.c., consentendo esso la verifica che l’atto sia pervenuto nella sfera di conoscibilità del destinatario (ex multis Cass. n. 31089 del 2021).
Nel caso in esame, come osservato dai giudici di merito, l’avviso di ricevimento non reca alcuna sottoscrizione, timbro o indicazione di sorta da cui possa evincersi che lo stesso sia stato ritualmente posto nella sfera di conoscibilità del destinatario.
Nè vale rilevare, secondo quanto assume la ricorrente, che la notificazione sia avvenuta prima della pronuncia della Corte costituzionale. Come già affermato da questa Corte (Cass. n. 33610 del 2019): “Nel caso di dichiarazione di illegittimità costituzionale di una norma processuale, fin quando la validità ed efficacia degli atti disciplinati da detta norma sono sub iudice, il rapporto processuale non può considerarsi esaurito, sicchè, nel momento in cui viene in discussione la ritualità dell’atto, la valutazione della sua conformità alla disposizione va valutata avendo riguardo alla modificazione conseguita dalla sentenza di illegittimità costituzionale, indipendentemente dal tempo in cui l’atto è stato compiuto “.
Pertanto la Corte rigetta il ricorso. Condanna parte ricorrente al pagamento delle spese del giudizio di legittimità.

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