Cass. civ., Sez. II, Ord., 03/03/2022, n. 6988 – PASSAGGIO CON SEMAFORO ROSSO – NULLITA’ VERBALE DI ACCERTAMENTO DI VIOLAZIONE – ERRATO UTILIZZO DEL DISPOSITIVO IN MODALITA’ AUTOMATICA – by Admin

La sentenza in commento definisce un processo definito in primo grado con la sentenza n. 586/2013 in virtù della quale il Giudice di pace di Amantea accoglieva l’opposizione di un automobilista e annullava la sanzione amministrativa che gli era stata irrogata dalla polizia municipale per non avere arrestato l’autovettura nonostante la lanterna del semaforo segnasse luce rossa.
Il Comune di Amantea impugnava la sentenza. Il Tribunale di Paola – con sentenza 9 marzo 2018, n. 196 – ha accolto l’appello e, conseguentemente, ha convalidato il verbale di contestazione della polizia municipale oggetto di opposizione.
Avverso la pronuncia del Tribunale l’automobilista risultato soccombente in appello ricorre per cassazione.
I. Il ricorso è articolato in quattro motivi.
1) Il primo motivo denuncia “violazione o falsa applicazione del Decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti di omologazione del Photored F17A n. 1130/2004, nonchè della L. n. 689 del 1981 , art. 23 e dell’art. 204-bis C.d.S. , in combinato disposto con il D.Lgs. n. 150 del 2011 , art. 7 “: il Tribunale avrebbe dovuto rigettare l’appello non avendo il Comune depositato la documentazione fotografica nel termine di dieci giorni prima dell’udienza davanti al Giudice di pace.
Il motivo non può essere accolto. La giurisprudenza di questa Corte ha infatti affermato che il termine di cui al D.Lgs. n. 150 del 2011 , art. 7 , comma 7, fissato in dieci giorni prima dell’udienza per il deposito della documentazione strettamente connessa all’impugnazione non è, in difetto di espressa previsione, perentorio (v., da ultimo, Cass. n. 15887/2019) e la sua violazione rappresenta una mera irregolarità (Cass. 5828/2015), sicchè la documentazione fotografica dell’infrazione tardivamente prodotta era utilizzabile come prova.
2) Il secondo motivo è rubricato “violazione e falsa applicazione dell’art. 2700 c.c.”: ha errato il Tribunale nel dire che l’accertamento della violazione deve ritenersi provato sulla base delle verbalizzazioni dei rilievi della apparecchiatura, facendo prova il verbale fino a querela di falso.
Il motivo non può essere accolto. Come si è visto nel precedente motivo, il ricorrente ritiene che la documentazione fotografica, in quanto prodotta quando era decorso il termine di dieci giorni indicato dal D.Lgs. n. 150 del 2011 , art. 7 , dovesse considerarsi come non prodotta. Come si è detto, tale assunto è errato, trattandosi di un termine meramente ordinatorio, così che la documentazione fotografica doveva ritenersi ritualmente acquisita al processo. Conseguentemente è priva di rilievo l’osservazione del Tribunale dell’esistenza in sè della documentazione fotografica, in quanto il verbale di accertamento attestava che l’illecito era stato documentato dalle fotografie prodotte dall’apparecchiatura.
3) Il terzo motivo fa valere “omesso esame circa la idoneità della documentazione fotografica ad attestare la violazione contestata”: il Tribunale non avrebbe esaminato due fotogrammi, fotogrammi dai quali emergerebbe che l’autovettura non aveva superato la linea d’arresto (primo fotogramma) e che la targa non era “ben visibile” (secondo fotogramma).
Il motivo non può essere accolto. Il Tribunale, dopo avere precisato che ai sensi del D.M. n. 130 del 2004, per ogni infrazione devono essere scattati almeno due fotogrammi, ha osservato che il primo fotogramma può anche riprendere il veicolo a cavallo della linea d’arresto o immediatamente prima della stessa; nè è indice di omesso esame il mancato rilievo da parte del Tribunale della non chiara visibilità della targa, trattandosi di elemento generico e non determinante al fine dell’esclusione dell’infrazione.
4) Il quarto motiva contesta “omesso esame circa la eccepita violazione del decreto del Ministro dei lavori pubblici n. 430/2000, come fatto decisivo per il giudizio”: il ricorrente, sia in primo che in secondo grado, ha eccepito la nullità del verbale in quanto il dispositivo non era stato validamente utilizzato in modalità automatica, mancando la lanterna ripetitiva dopo l’intersezione.
Tale quarto motivo viene ritenuto fondato.
A fronte della riproposizione in appello della questione della mancanza della lanterna ripetitiva – lanterna ripetitiva che il d.d. del Ministero dei lavori pubblici n. 430/2000 e il successivo decreto del 2004 del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti pongono quale condizione per l’utilizzo della modalità automatica del dispositivo Photored F17A – il Tribunale non si è pronunciato al riguardo, con conseguente vizio di omissione di pronuncia.
La Corte pertanto accoglie il quarto motivo, rigettati i primi tre motivi di ricorso; cassa la sentenza impugnata in relazione al motivo accolto e rinvia la causa, anche per le spese del giudizio di legittimità al Tribunale di Paola, in persona di diverso magistrato.

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