TRIBUNALE DI LODI Sentenza n. 3403 / 2022 – NULLITA’ NOTIFICA ATTO A MEZZO PEC – MANCATA INDICAZIONE REGISTRO DI RIFERIMENTO – L. 53 del 1994 – by Admin

E’ nulla la notifica di un decreto ingiuntivo perfezionata tramite posta elettronica certificata (PEC), quando, in virtù dell’eccezione sollevata da parte opponente, parte opposta non abbia chiarito da quale registro sia stato estratto l’indirizzo di posta elettronica utilizzato per la notifica.
La sentenza in oggetto pone all’attenzione del lettore un aspetto che molte volte viene considerato “trascurabile” o addirittura scontato, ossia la provenienza dell’indirizzo di posta elettronica utilizzato per le notifiche telematiche.
Il giudice adito, nel caso di specie, ha considerato nulla la notifica di un decreto ingiuntivo effettuata via pec nei confronti della parte opponente in quanto:
ai sensi dell’art. 3 bis L. n. 53 del 1994 la notifica telematica dev’essere effettuata “esclusivamente utilizzando un indirizzo di posta elettronica certificata del notificante risultante da pubblici elenchi”.
Nella relata della notifica del decreto ingiuntivo l’avvocato notificante ha attestato che l’indirizzo di posta elettronica cui è stato notificato l’atto è stato estratto dall’elenco Pubblico INI-PEC. Parte opponente invece ha rilevato come l’indirizzo pec utilizzato non risultasse dall’elenco INI-PEC; a fronte dell’eccezione dell’opponente, la parte opposta non ha chiarito da quale registro sia stato estratto l’indirizzo utilizzato per la notifica.
In virtù di tali elementi emersi in sede istruttoria e rilevato che l’art. 648 c.p.c. prevede un potere discrezionale del Giudice di concedere l’esecuzione provvisoria del decreto ingiuntivo opposto quando l’opposizione o, meglio, le eccezioni dell’opponente non risultino fondate su prova scritta o di pronta soluzione, ritenuto inoltre, sotto un secondo profilo, che, ai fini della ammissibilità dell’esecuzione provvisoria del decreto ingiuntivo opposto, è necessaria anche la sussistenza del ragionevole fumus boni iuris del credito, nel senso che occorre indagare anche sull’esistenza di una prova “adeguata” dei fatti costitutivi del diritto vantato dall’opposto; tale “adeguatezza” si ha o quando la documentazione della fase sommaria ha valore di prova scritta anche nel giudizio di opposizione, o quando viene integrata da idonea ulteriore documentazione o, infine, quando non vi è stata contestazione dei fatti costitutivi da parte dell’opponente.
Nel caso di specie, il Tribunale di Lodi facendo applicazione di tali principi non ha concesso l’esecuzione provvisoria del decreto ingiuntivo opposto, sia tenuto conto che i DDT non riportano il timbro o la firma del rappresentante della parte debitrice ingiunta e che parte opponente ha contestato l’avvenuta consegna della merce indicata nelle fatture, sia in virtù della carenza di “prova documentale” relativa alla paternità della posta elettronica certificata utilizzata per la notifica dell’atto ingiuntivo.

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